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Il Mastino dei Baskerville

Ovvero la ridicolosa storia dello Zanni azzannato
di Pino Costalunga da Sir Arthur Conan Doyle
Testi e Regia
Roberto Zamengo
Interpreti e Personaggi
- Ruggero Fiorese (Zanni Vass├▓n)
- Martina Boldarin (Fiorella, Sior Olmo, suora)
- Roberto Zamengo (Scopetton Farfallon, Madre Badessa, Colomba)
- Daniele Baron Toaldo (Conte Enrico, Evaso)
- Martina Manfredi (Menego, Suor Pancrazia)
- Lara Cassandro Musicista (Fisarmonica)

"Far teatro è sempre stato sinonimo di “rubare”: i tragici greci rubavano al mito, i latini ai greci e la Commedia dell’Arte attingeva a piene mani dai latini.
Goldoni e Moliére furono debitori di molte storie alla Commedia dell’Arte, così come tanto teatro borghese e moderno lo furono agli autori e ai testi del ‘600-‘700.
Anche nel “Mastino dei Baskerville”, l’orecchio attento potrà riconoscere una serie di “ruberie” o, più eufemisticamente “ispirazioni”.
In primo luogo la trama che riprende quella dell’omonimo e famosissimo romanzo giallo di Sir Arthur Conan Doyle, una delle avventure più celebri di Sherlock Holmes.
Il tutto, però, contenuto in una “scatola” che è quella della Commedia dell’Arte: Sherlock Holmes diventa Sior Olmo, il Dottor Watson diventa uno Zanni, il naturalista del romanzo un Pantalone e così via. Ma non finisce qui, perché non si faticherà a riconoscere nello spettacolo momenti goldoniani, allusioni boccaccesche (tranquilli, solo vaghe reminiscenze), o addirittura, citazioni pasoliniane.
Dunque, anche noi ci siamo lasciati andare a questi piccoli saccheggi, sul filo del divertimento e del gioco, convinti che il far teatro è anche, anzi, soprattutto un gioco; come la rincorsa, ora è il lazzo che ha il sopravvento, ora il racconto, ora la recitazione o bravura attorale (?!), ora la gag comica. Tutto è utile, tutto è volto al risultato finale: LO SPETTACOLO.
L’inventiva del nostro autore non ha potuto evitare di trasferire questa “ridicolosa storia del mastino…” dalle brume della campagna inglese del Devon alle foschie della Bassa Padana con tanto di giallo da risolvere, intrighi familiari, equivoci ed una esilarante sequela di accadimenti.
Un riallestimento del primo spettacolo di Commedia dell’Arte prodotto da Teatroimmagine nel lontano 1991, che tanti consensi ha riscosso e che ha segnato sensibilmente lo “stile” delle nostre rappresentazioni successive. Spettacolo divertente s’è proposto di essere questo nostro, ed anche un remake in omaggio al suo autore e regista dell’epoca ed a tutto il cast originario, che possa regalare un momento di svago, senza sofisticazioni, utilizzando quel modo antico ma sicuro che è il “modo” del teatro…".

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